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Castelmarte
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mwhaCastelmarte (mwhqCastelmàrt in mwhgdialetto brianzolocite-ref-4[4]cite-ref-5[N 1], mwjwmwkaAFI: /kastelˈmaːrt/) è un mwkgcomune italiano di mwkw1 271 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmaprovincia di Como in mwmqLombardia.
Contents
• Storia
• Simboli
• Altro
• Società
• Note
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Geografia fisica
Origini del nome
Il toponimo, risalente all'epoca della conquista romana, indicava originariamente una fortificazione dell'abitato mwpqleponzio di mwpgmwpwKānts, divenuta, successivamente all'insediamento in età altomedievale di un prolifico ramo cadetto dei canzesi mwqaPrina (signori della sponda sinistra del torrente mwqqRavella), un vero e proprio centro abitato, seppur dipendente, fino alla prima metà dell'mwqgOttocento, in vario modo, dalla giurisdizione di mwqwCanzo. Il colore azzurro, simboleggiante la comunità di Canzo, di cui rappresentava la particolare ricchezza di acque, è presente dai tempi più antichi nell'emblema dei Prinacite-ref-7[N 2], che nel basso medioevo abbandonarono il simbolo delle stelle, indicanti protezione divina – ormai divenute parte dello stemma feudale della Comunità di Canzo – e adottarono un'iconografia più esplicitamente militare, richiamandosi a quella delle legioni romane, anche per allusione classicheggiante (mwsaCastrum Martis) alla loro simbolica roccaforte.
Negli atti notarili medioevali, il comune è indicato col nome di mwsgCastelmartoro, evidentemente trascrizione del lombardo mwswCastelmàrtur, inteso come equivalente del latino mwtaCastellum Martyrum (= "castello dei martiri")cite-ref-8[N 3], adattamento cristiano reso possibile dall’ambivalenza del termine gallico mwuqmarth che significa sia “guerra” che “sacrificio”. Le due pronunce mwugCastelmàrtur e mwuwCastelmârt dovettero convivere a lungo, oscillando tra il richiamo al sostrato simbolico-geografico celticocite-ref-9[N 4] e una risignificazione cristiana pur anch’essa molto antica (III secolo)cite-ref-10[N 5]. In ogni caso, il significato originario del nome non sarebbe tanto "castello di Marte", ma più genericamente "castello del sacrificio" o "della guerra". Il mwxaCastron Martiryon era sicuramente esistente al tempo di mwxqGiorgio Cipro.cite-ref-05-11-0[6]
Storia
Da Castelmarte, in mwzaepoca romana, passava la mwzqmwzgvia Mediolanum-Bellasium, mwzwstrada romana che metteva in comunicazione mwaaMilano con mwaqBellagio. A questo periodo risalgono una serie di reperti archeologici (tra cui un'urna cineraria), alcuni dei quali tuttora conservati in paese:
• alcuni frammenti di sculture conservati nel campanile della chiesa parrocchiale di San Giovanni;
• una lastra tombale, murata all'esterno dell'abside della chiesa stessa.cite-ref-06-12-0[7]
In virtù della posizione strategica del luogo, Castelmarte fu dotata di strutture fortificate facenti parte del cosiddetto mwdqLimes Bizantinum, un sistema di torri tra loro visivamente collegate che comprendeva, tra le altre, il mwdgCastel Baradello e fortificazioni a mwdwLecco, a mweaCivate e al mweqbuco del Piombo. Alcune testimonianze di queste antiche torri di avvistamento si possono ancora osservare al centro del paese e verso la periferia di Castelmarte.cite-ref-0-6-1[5]
Sempre a causa della particolare posizione geografica, nell'mwfwAlto Medioevo il centro costituì un punto strategico del Contado della Martesana.cite-ref-0-6-2[5]cite-ref-06-12-1[7] Infeudato dall'mwiaarcivescovo di Milano, nel mwiq1100 il comune di Castelmarte passò al capitolo di mwigMonzacite-ref-0-6-3[5], che nel mwjw1237 lo dotò dei suoi primi statuti particolareggiati.cite-ref-0-6-4[5]cite-ref-5-13-0[8]
Attestato tra i comuni della mwpqSquadra di Canzo già nel mwpg1346cite-ref-5-13-1[8], nel mwqw1405 il Castelmarte divenne parte della mwraCorte di Casale, infeudata dalla famiglia mwrqMissaglia nel mwrg1472cite-ref-06-12-3[7] per concessione di mwswGaleazzo Maria Sforza.cite-ref-5-13-2[8]
Sempre inserito nella Corte di Casale del mwywDucato di Milano, nel mwza1751 il territorio di Castelmarte si estendeva già ai cassinaggi di "Cassina Nova e "Cassina Raveda".cite-ref-5-13-4[8]
Un decreto di riorganizzazione amministrativa del mw0gRegno d'Italia napoleonico datato mw0w1807 sancì l'aggregazione di Castelmarte al comune di mw1aCanzo.cite-ref-6-14-0[9] La decisione fu tuttavia abrogata con la mw2qRestaurazione, che comportò una ricostituzione del comune di Castelmarte da parte degli mw2gaustro-ungarici.cite-ref-7-15-0[10]
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 5 agosto 1991.cite-ref-16[11]
«Troncato: nel primo, di rosso, all'
aquila
di nero, allumata di rosso, rostrata e armata d'oro; nel secondo,
inquartato in decusse
: nel primo, di azzurro, nel secondo, d'argento, alla parola CASTRUM, in lettere maiuscole di nero; nel terzo, d'argento, alla parola MARTIS, in lettere maiuscole di nero; nel quarto, di rosso. Ornamenti esteriori da Comune.»
Lo stemma di Castelmarte rappresenta nella parte inferiore dello scudo, la tipica forma geometrica di un mw5waccampamento romano; il triangolo azzurro superiore si riferisce al Lambro che lambisce il territorio comunale. L'mw6aaquila romana, richiama le sue antiche origini e riproduce uno dei reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi.cite-ref-17[12]
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista
Dedicata a san Giovanni Evangelistacite-ref-1-18-0[13], citata come parrocchiale già ai tempi di mw-wCarlo Borromeocite-ref-2-19-0[14], fu costruita in stile mwaqabarocco attorno alla metà del mwaqeXVII secolo, a partire da una precedente chiesetta già attestata nel mwaqiXII secolo dagli abati di mwaqmMonzacite-ref-2-19-1[14]. Tra il mwaqgXVIII e il mwaqkXIX secolo la chiesa fu oggetto di importanti ristrutturazioni.cite-ref-1-18-1[13]cite-ref-2-19-2[14]
All'interno della chiesa si possono ammirare alcune sculture di mwarmepoca romana.cite-ref-2-19-3[14] L'edificio conserva inoltre quattro dipinti realizzati da esponenti del Seicento milanese: una mwargNatività e imposizione del nome del Battista di mwarkGiuseppe Nuvolone, una mwaroVisitazione di Agostino e Giacinto Santagostino, una mwarsSacra Famiglia con san Giovannino di mwarwGiovanni Stefano Danedi e una mwar0Decollazione del Battista di mwar4Ercole Procaccini.cite-ref-2-19-4[14]
Oratorio di San Rocco
Fuori dall'abitato si trova la chiesetta di San Rocco.cite-ref-3-20-0[15]cite-ref-4-21-0[16] Attestato durante la visita pastorale del mwas01569 da parte dei delegati dell'arcivescovo mwas4Carlo Borromeo, nel mwas81584 l'mwataoratorio si componeva esclusivamente dell'attuale mwatepresbiteriocite-ref-4-21-1[16]. Oggetto d'interventi di ristrutturazione durante i secoli XVII e XVIIIcite-ref-3-20-1[15]cite-ref-4-21-2[16], l'edificio fu ingrandito dall'aggiunta di un'aula rettangolare a navata singola e di una sacrestia posta alla sinistra del presbiterio.cite-ref-4-21-3[16]
Esternamente, l'oratorio si presenta con una mwaumfacciata a capanna, aperta da un portale fiancheggiato da due finestre con grate e sormontato da un'ulteriore apertura.cite-ref-3-20-2[15]cite-ref-4-21-4[16]
All'interno, l'area del presbiterio conserva i resti di affreschi già attestati nelle visite pastorali del XVI secolo e attribuiti a Lazzaro Gerosa (e/o a qualche allievo della sua scuola), attivo anche nell'oratorio di San Gregorio a mwau0Caslino d'Erba.cite-ref-4-21-5[16] I dipinti raffigurano una mwaviCrocefissione, unmwavm'mwavqAnnunciazione, un mwavuSan Rocco, una mwavyMadonna in trono con Bambino, un mwavcSan Sebastiano e un mwavgSan Lucio, quest'ultimo rappresentato in sole altri due edifici religiosi presenti nel territorio del mwavkTriangolo Lariano: le chiese di mwavoSan Pietro a mwavsCivate e a mwavwBarni.cite-ref-4-21-6[16]
Architetture militari e civili
Nel cortile del Palazzo Municipale si trova una storica mwawwrappresentazione lapidea di un'mwaw0aquila, tradizionalmente associata all'identità degli abitanti, denominati popolarmente mwaw4Urcéla proprio in riferimento a questa appariscente scultura.
Altro
La località Fontanelle ospitava un grande masso che si suppone essere stato il coperchio di un mwaxeavello ora posizionato nel cortile dell’ala est del Palazzo Municipale.
Società
Evoluzione demografica
Note
Esplicative
cite-note-5N 1. ↑ mwaa4ortografia classica
cite-note-7N 2. ↑ A questa famiglia del patriziato canzese di origine pre-romana appartennero sempre luoghi e incarichi legati alla lavorazione del metallo, alla difesa militare e alla caccia, per cui non fa meraviglia che avessero il possesso di un'area strategica come quella di Castelmarte.
cite-note-8N 3. ↑ Tra l’altro, la resa mwabumàrtur (e non mwabymàrtir) da mwabcmartyr presuppone un ingresso molto antico della parola, direttamente dal greco, probabilmente da missionari cristiani del II secolo di origine orientale.
cite-note-9N 4. ↑ A Canzo è attestata una località mwabsad Merculi, cioè “presso Mercurio”. Si tratterebbe in entrambi i casi di divinità celtiche – o piuttosto spiriti dei luoghi e della natura – identificate con quelle romane. È noto il passo del mwabwDe bello Gallico (Lib. VI, Cap. XVII) di mwab0Giulio Cesare in cui il generale romano afferma che le divinità principali dei Galli fossero Mercurio, Apollo, Marte, Giove e Minerva. La convenienza della conservazione anche di questa pronuncia con echi più antichi in epoca ormai cristiana veniva anche dall’intento di evitare interpretazioni malevole (mwab4màrtur in lombardo vuol dire anche "poveraccio", "randagio", "sbandatello", "sempliciotto", e, tolta di mezzo l’esplicitezza del genitivo, veniva a trovarsi nella posizione di attributo del villaggio).
cite-note-10N 5. ↑ Per la conservazione del genitivo apreposizionale. Rimane il quesito su quali siano questi martiri dedicatari: tutti, come nelle basiliche ambrosiane, o un gruppo di martiri locali (p. es. Fedele, Carpoforo e compagni, o santi anonimi ivi sepolti) o ben presenti nel culto (p. es. Protaso e Gervaso)?
Bibliografiche
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Bibliografia
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• citerefbelloni-et-alLuigi Mario Belloni, Renato Besana e Oleg Zastrow, Castelli basiliche e ville - Tesori architettonici lariani nel tempo, a cura di Alberto Longatti, Como - Lecco, La Provincia S.p.A. Editoriale, 1991, p. 19.
• citerefbartoliniFranco Bartolini, I segreti del Lago di Como e del suo territorio, Cermenate, New Press Edizioni, 2016.
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.castelmarte.co.it.
• citerefsapere-itCastelmarte, su sapere.it, De Agostini.
• citereflombardiabeniculturaliCastelmarte, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.